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Tratta dalla novella Richiamo d’obbligola commedia L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ è, come definisce lo stesso autore, «Una delle più feroci satire che siano mai state scritte contro l’umanità e i suoi valori astratti».
La stesura della commedia si fa risalire al gennaio-febbraio del 1919, il suo debutto al Teatro Olimpia di Milano il 2 maggio 1919. Fra le opere di Pirandello, risulta essere oggi, una tra le più rappresentate.
L’uomo è il signor Paolino, professore rispettabile, che peraltro ha una doppia vita.
La virtù la Signora Perella sua amante, una donna tutta modestia, virtù e pudicizia, anche se… incinta del signor Paolino.
La bestia, il marito, capitano di marina che torna raramente a casa, ed evita di avere rapporti fisici con la moglie, usando ogni pretesto.
Senza l’incidente dell’inattesa maternità tutto sarebbe filato per il meglio e i due amanti avrebbero potuto continuare per anni e anni  a recitare la loro parte, in pubblico, di persone perfettamente in regola, tenendo ben nascosta la loro relazione.
È questa la società che Pirandello ci rappresenta, una società che pratica una falsa onestà, che in apparenza accetta le norme comuni e le convenzioni e in segreto le trasgredisce. L’incidente occorso alla Signora Perella e al signor Paolino minaccia di sconvolgere quest’ordine basato sull’ipocrisia e costringerà il professore a cercare una soluzione a ogni costo, superando tutti i limiti della convenienza borghese.
La farsa riesce ad essere esilarante e di una grande forza polemica per la graffiante satira che la percorre.

 
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