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Gentilissimi Signori Docenti,
per la Stagione Teatrale 2018/2019 metteremo in scena, a cent’anni dalla sua stesura: L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÚ, una tra le più rappresentate opere di Luigi Pirandello. Visto l'apprezzamento dimostrato sia da parte del pubblico serale sia da parte di docenti e studenti nei matinée, riproporremo, nella seconda parte di stagione, I PROMESSI SPOSI di Alessandro Manzoni, uno dei pilastri della nostra letteratura. Dalla primavera, saranno disponibili, su richiesta, due “lezioni spettacolo”.

Cliccando sulla locandina è possibile accedere al calendario delle recite 

L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÚ di Luigi Pirandello.
Tratta dalla novella Richiamo d’obbligo, la commedia è, come definisce lo stesso autore, «Una delle più feroci satire che siano mai state scritte contro l’umanità e i suoi valori astratti». La stesura della commedia si fa risalire al gennaio-febbraio del 1919, il suo debutto al Teatro Olimpia di Milano il 2 maggio 1919. Fra le opere di Pirandello, risulta essere oggi, una tra le più rappresentate. L’uomo è il signor Paolino, professore rispettabile, che peraltro ha una doppia vita, La Virtù la Signora Perella sua amante, una donna tutta modestia, virtù e pudicizia, anche se… incinta del signor Paolino, La Bestia, il marito, capitano di marina che torna raramente a casa, ed evita di avere rapporti fisici con la moglie, usando ogni pretesto. Senza l’incidente dell’inattesa maternità tutto sarebbe filato per il meglio e i due amanti avrebbero potuto continuare per anni e anni a recitare la loro parte, in pubblico, di persone perfettamente in regola, tenendo ben nascosta la loro relazione. È questa la società che Pirandello ci rappresenta, una società che pratica una falsa onestà, che in apparenza accetta le norme comuni e le convenzioni e in segreto le trasgredisce. L’incidente occorso alla Signora Perella e al signor Paolino minaccia di sconvolgere quest’ordine basato sull’ipocrisia e costringerà il professore a cercare una soluzione a ogni costo, superando tutti i limiti della convenienza borghese. La farsa riesce ad essere esilarante e di una grande forza polemica per la graffiante satira che la percorre.



I PROMESSI SPOSI di Alessandro Manzoni
Per raccontare I promessi sposi, quattro attori danno vita l’allestimento scenico del grande romanzo corale di Alessandro Manzoni.
La messinscena è fedele al testo originale e per «incantar» il pubblico, dà risalto al dramma
di Renzo e Lucia, due umili appartenenti al mondo popolare.
Lo strumento che dà corpo alla trasposizione dalla pagina di narrativa al palcoscenico è la voce,
che arricchisce la parola scritta di una speciale energia, fatta di ritmi e intonazioni.
La sete di giustizia di Renzo, la forza d’animo di Lucia, la viltà di Don Abbondio,
i segreti di Gertrude e i tormenti dell’Innominato si intrecciano sullo sfondo
degli eventi del Ducato di Milano: il tumulto di san Martino e il flagello della peste del 1630.
In uno straniamento da teatro epico, gli attori rivendicano anche una funzione di scontro e commento...


Per le performances realizzabili – per un congruo numero di adesioni – all’interno degli spazi scolastici, auditorium e piccoli spazi teatrali, sono disponibili su richiesta, due “lezioni spettacolo”:

LETTERATURA&RESISTENZA “Incontro spettacolo” sulla produzione letteraria relativa alla guerra di Liberazione. I brani dei più celebri romanzi del neorealismo introdotti dalla prof.ssa Paola Giacoletti, coordinatrice dell’incontro. Questa nostra proposta vuole ricordare e valorizzare alcune pagine degli scrittori che hanno raccontato momenti salienti della storia d’Italia, dall’avvento del fascismo alla liberazione nell’aprile del ’45. Emilio Lussu ricorda la violenza contro le istituzioni, Ignazio Silone le conseguenze del fascismo in un paesino del sud, Alberto Moravia l’incapacità di reagire degli Italiani, Cesare Pavese l’esperienza del confino e l’angoscia della scelta, Mario Tobino la caduta del fascismo, Beppe Fenoglio l’armistizio e le contraddizioni della guerra di liberazione, Elio Vittorini la vita dei partigiani di città, Italo Calvino aspetti inquietanti delle brigate partigiane.

A TAVOLA! La presenza del cibo nella poesia e nella prosa. Molte sono le opere letterarie, recenti e meno recenti, italiane o straniere, che celebrano con il lavoro agricolo, il cibo, la cucina e la tavola attività fondamentali per la conservazione dell'esistenza. Perché senza cibo non c'è vita. Il valore di ciò che si mette in tavola è grande e i grandi autori danno una mano ad averne consapevolezza.

Per qualsiasi informazione potete contattarci al numero: 0331 985662 oppure inviandoci una mail dalla pagina COMUNICATI di questo sito o al nostro indirizzo tdateatro.va@gmail.com
Le prenotazioni dovranno essere effettuate, entro trenta giorni dalla data di rappresentazione prescelta, esclusivamente online dalla pagina PRENOTA QUI, così da otterrete la ricevuta di avvenuta prenotazione da esibire alla cassa del Teatro all'atto del ritiro biglietti. Il costo del biglietto rimane fissato a 10 Euro. (omaggio per docenti accompagnatori e persone con disabilità)
Confidando in un’ampia adesione, in attesa di ritrovarci a teatro, ringraziamo e auguriamo un buon inizio d’anno scolastico.
Cordialmente.

Roberto Aielli
Direttore Artistico TDA TEATRO



 
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